LA STORIA DEGLI ABITI DA SPOSA DEI ROYAL WEDDING

Il 29 luglio 1981, nella cattedrale di St. Paul, il principe e la principessa del Galles incantavano nel primo matrimonio in mondovisione l’intero pianeta. Bruttino lui – ma il tempo certamente non gli è stato galante -, incredibilmente radiosa lei.

Per l’occasione, Diana aveva scelto un abito disegnato dalla coppia formata da David ed Elizabeth Emanuel – i due poi divorziarono nel 1990, e certamente non sono passati alla storia della moda, a dimostrazione che Diana aveva gusto ma non molto fiuto per i giovani talenti.

 

Il vestito, in taffetà di seta e colore avorio, era pensato per essere messo in scena: maniche a sbuffo, gonna ampia, pizzi antichi e 10mila perle, nonché uno strascico di 7,62 metri unanimemente considerato eccessivo. Come poi hanno rivelato i creatori, l’abito le venne letteralmente cucito addosso: nei mesi venne stretto ben 15 volte, e 5 versioni del corpetto furono lavorate.

Le scarpe, meravigliose e cucite a mano con le iniziali dei novelli sposi, erano state studiate apposta perché non la facessero apparire più alta di Carlo.

 

Diverso il discorso per Kate Middleton, sposa a Westminster Abbey il 29 aprile del 2011 in uno splendido, leggiadro abito disegnato da Sarah Burton, direttrice creativa di Alexander McQueen. Le scarpe, taglia 39, realizzate a mano sempre dal team McQueen, con un tacco alto in satin doppiato da pizzo.

Il richiamo, complice la divisa scelta da William, è stato indicato dal popolo dei social a Cenerentola.

Da notare gli splendidi gioielli: la Regina Elisabetta II aveva infatti prestato a Kate la tiara di Cartier che aveva ricevuto per i suoi 18 anni con circa mille diamanti. Gli orecchini invece, dei pendenti di Robinson Pelham, ispirati allo stemma della famiglia Middleton (la forma di una ghianda e le foglie di quercia) un altro regalo dei genitori di Kate.

 

Il corsetto vittoriano, con la vita strettissima e i fianchi imbottiti, il pizzo applicato, il sellino hanno fatto dell’abito uno dei più amati e imitati al mondo. Fama che continua ancora oggi. Da notare che il materiale scelto, colore bianco e avorio, era il satin e gazar di seta, impreziosito con il pizzo lavorato in gran segreto dalle ricamatrici della Royal School of Needlework di Londra, costrette a cambiare ago ogni tre ore e a lavarsi le mani ogni mezz’ora.

Pizzo splendidamente messo a coprirle le braccia. Splendidi anche i 58 bottoni in gazar e organza messi sul retro, e il corpetto avorio stretto sui fianchi e annodato all’esile vita (Kate pare che allora fosse una taglia 36). Da notare il trucco leggero (nonostante le gote troppo rosa, che in alcuni scatti la facevano assomigliare più ad Heidi che a una futura regina), la gonna drappeggiata e il velo lungo fino a metà corpo, nonché lo strascico di 2,70 metri. Il costo, saldato dai genitori della sposa, secondo il conto del Daily Mail fu di 250mila sterline. Non un cent meno.

 

A pagare l’abito di Meghan di cui tanto si è scritto in queste ventiquattro ore è invece stata la Regina. La neosposa ha scelto un abito bianchissimo di Givenchy, disegnata però dalla londinese Clare Waight Keller, che le lasciava le spalle scoperte. Nessuna decorazione, ma maniche a ¾ e un velo di 5 metri. A dimostrazione che sì, quello di Lady D. resta il più lungo, ma Kate invece ha una nuova rivale.

 

Il materiale scelto è stato il cady di seta, con scarpe bianchissime. A trattenere il velo la tiara Queen Mary, realizzata nel 1932, con al centro un fermaglio del 1893. Apparteneva alla regina Maria, moglie di Giorgio V e nonna della regina Elisabetta. Orecchini semplici e un braccialetto tempestato di diamanti Cartier.

 

 

Vestito affatto sognante, molto semplice e dal colore totalmente fuori luogo. Più azzeccata la scelta dell’abito indossato per il party: un long dress di Stella McCartney, in crèpe di seta e allacciato al collo abbinato a un paio di scarpe con i tacchi alti firmate Aquazzura.

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Fonte delle foto e dei dettagli

 

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